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Settimana di fuoco in Israele. L’impegno del KKL è ripiantare ancora più alberi

 

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Nell’ultima settimana circa 630 incendi, alcuni dei quali dolosi, sono scoppiati in tutto Israele. Dopo giorni di forte paura, i vigili del fuoco sono riusciti finalmente a domare le fiamme, anche grazie all’aiuto delle squadre antincendio provenienti dall’estero. Quindici i Paesi stranieri che hanno portato il loro sostegno a Israele, attraverso squadre e aerei antincendio in aiuto ai 2.500 pompieri israeliani, di cui 400 del KKL.

È iniziato tutto martedì 22 novembre scorso, quando il fuoco è divampato nella regione settentrionale del Paese: da Zikhron Ya’akov a Haifa, dove c’è stato il maggior numero di persone evacuate, fino all’area collinosa di Gerusalemme, dove sono stati distrutti circa 750 ettari.

Questa violenta ondata di fuoco ha bruciato 4.100 ettari di terreni boschivi e spazi aperti. Il danno recato alle foreste del KKL è devastante: non solo sono stati distrutti alberi e piante, ma anche alcuni animali, come serpenti e tartarughe, rimaste vittime delle fiamme senza riuscire a scappare. In totale, si stima che siano stati colpiti 1.100 ettari di foreste gestite dal KKL, in 58 località differenti.

133 le persone ferite, nelle città decine di migliaia di abitazioni sono state evacuate e i residenti sono tutt’ora senza casa. Per questo, il KKL ha aperto le porte del centro Nes Harim, vicino Gerusalemme, per dare ospitalità ad alcune di queste famiglie.

Il recupero delle foreste potrebbe richiedere anche trent’anni di lavoro. Per questo bisogna agire subito: il KKL sta mobilitando tutti i suoi uffici, le delegazioni in tutto il mondo, amici e sostenitori, con una campagna di raccolta fondi. Insieme possiamo intervenire sui danni più urgenti, risanare le foreste, rimuovere gli alberi bruciati e liberare le vie di accesso ai veicoli antincendio, acquistare sostanze ignifughe, equipaggiamento, preparare le foreste per le piantagioni future.

Questa non è un’emergenza che riguarda solo Israele e il Popolo Ebraico, ma tutto il mondo. È responsabilità di ciascuno di noi aiutare.

 

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