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Inaugurazione foresta in onore di Antonio Manganelli: un augurio di pace per un futuro migliore

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Si è svolta domenica 29 giugno 2014, nella Foresta di Shaar Hagai a Gerusalemme, vicino a quella in ricordo dei militari italiani caduti a Nassirya, l’inaugurazione della foresta in onore e memoria del Capo della Polizia Italiana Antonio Manganelli. Il KKL Italia Onlus, grazie al suo prezioso impegno e promotore di questa iniziativa, ha contribuito alla realizzazione della foresta.

Alla cerimonia erano presenti la signora Adriana Piancastelli Manganelli, il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Prefetto Alessandro Pansa, il Capo della Polizia Israeliana Yochanan Danino, l’Ambasciatore di Israele in Italia Naor Gilon, l’Ambasciatore di Italia in Israele Maria Francesco Talò, il Capo del Protocollo KKL Andy Michelson.

Antonio Manganelli è stato il Capo della Polizia di Stato dal giugno 2007. Ha conseguito una laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli e una specializzazione in Criminologia presso l’Università di Modena. Ha insegnato alla Scuola Superiore di Polizia in Italia ed è stato autore di numerose pubblicazioni su temi che vanno dalle tecniche investigative ai rapimenti. Manganelli è stato il n.2 di un’unità elitaria di lotta contro la mafia negli anni ottanta che ha operato a stretto contatto con i magistrati antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, entrambi uccisi dalle bombe di Cosa Nostra nel 1992. Scomparso a Roma il 20 marzo 2013, Antonio Manganelli era un amico sincero dello Stato di Israele e delle Comunità Ebraiche in Italia: grazie al suo lavoro, si aprì concretamente un tavolo di lavoro congiunto tra Italia e Israele che ha reso efficace lo scambio di informazioni e di esperienze nei settori della sicurezza e dell’immigrazione. Una collaborazione attiva e fatta di rapporti quotidiani che continuano anche dopo la sua scomparsa.

“Ho avuto l’occasione di conoscere di persona Antonio Manganelli – ha dichiarato il Presidente KKL Italia Onlus, Raffaele Sassun – e ricordo ancora oggi le impressioni che ricevetti. Un uomo che riusciva a sintonizzarsi sulle tue lunghezze d’onda immediatamente, senza trasmettere nessuna sensazione di arroganza, ma al contrario con una estrema voglia di conoscere e di condividere le proprie esperienze. Non dobbiamo dimenticare le forze dell’ordine che presidiano quotidianamente le sinagoghe e le scuole. A loro va il nostro ringraziamento, di italiani ed ebrei, per il loro lavoro che ci permette di godere del bene più grande: la libertà. Gli alberi, che piantiamo in onore e ricordo di Antonio, cresceranno e testimonieranno alle prossime generazioni che quando c’è l’amicizia, quando c’è la fiducia, quando c’è la consapevolezza delle proprie ragioni,
ogni miracolo è possibile. Che la terra gli sia lieve”.

Piantare un albero in memoria del Capo della Polizia Antonio Manganelli e dedicargli un bosco – ha dichiarato Yochanan Danino, Capo della Polizia Israeliana – è il modo migliore per garantire il ricordo di questa persona unica. Abbiamo lavorato insieme in diverse occasioni e missioni molto importanti. Ha visitato Israele due volte ed era molto legato al nostro Paese e alle Forze di Polizia Israeliana. Vorrei ringraziare l’attuale Capo della Polizia Italiana, il Prefetto Alessandro Pansa, per il suo aiuto nel promuovere la pace in Medio Oriente mediante il suo coinvolgimento con le forze di polizia israeliane e palestinesi. Siamo tutti uniti nel sentimento di perdita di Antonio e sentiamo la mancanza della sua presenza”.

“Era un uomo meraviglioso, sia come professionista che a livello personale – ha detto il Presidente del Senato Italiano Pietro Grasso – Il carattere eccezionale di Antonio si è ammirato fino alla fine, nel nobile e coraggioso modo in cui ha affrontato la letale malattia”.

“Stiamo vivendo un momento simbolico di grande importanza – ha detto il Prefetto Alessandro Pansa, l’attuale Capo di Polizia italiana – Il modo in cui si è scelto di onorare la memoria di di questo grande uomo è l’espressione di solidarietà tra i nostri due Paesi”.

Durante la cerimonia, la Sig.ra Manganelli ha tenuto una fotografia del marito scattata durante la sua visita nel 2010 al Muro del Pianto. “Si tratta di una fotografia che è stata molto importante per Antonio – ha detto la Sig.ra. Manganelli – Mi servirà sempre come ricordo di uno dei momenti più significativi della sua vita e del suo legame con Israele, insieme al bosco che abbiamo oggi dedicato alla sua memoria. Sebbene tutti voi lo abbiate conosciuto quale eccezionale ufficiale di polizia, per me, Antonio è stato un padre affettuoso con i nostri figli e il migliore amico per la vita che avessi mai potuto sperare. Vi ringrazio per avermi invitata a piantare un albero di ulivo in sua memoria, un simbolo di vita e di crescita che, come tutte le cose che crescono, ci rammenta il rinnovamento”.

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