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Shopper di plastica vietate. La Commissione UE segue l’esempio degli Stati membri

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Già nel 2011 in Italia era stata prevista la messa al bando delle buste di plastica. Alla messa al bando è seguita l’introduzione sostitutiva di “shopper” biodegradabili. Sicuramente, però, esse vengono ricordate più per la facilità di rottura con conseguente rovesciamento della spesa in terra, che per il reale aiuto all’ambiente che ne comporta l’utilizzo!

Da ciò che si apprende dal documento diramato dalla Commissione UE, si evince che essa ha deciso di seguire l’esempio di alcuni Stati membri in virtù del fatto che, forse, in questa materia alcuni Stati si siano comportati come dei veri “pionieri”. La proposta scaturisce dalla necessità di prendere provvedimenti ed è stata preceduta da un’ampia consultazione pubblica.

Il Commissario europeo per l’Ambiente Janez Potocnik ha diramato una nota in cui spiega: “Ci siamo mossi per risolvere un gravissimo problema ambientale che è sotto gli occhi di tutti. Ogni anno in Europa sono più di 8 miliardi le borse di plastica che si trasformano in immondizia, con pesanti danni per l’ambiente. Alcuni Stati membri sono già riusciti a limitare di molto il loro uso e se altri facessero altrettanto il consumo in tutta l’Unione Europea potrebbe addirittura ridursi dell’80%”.

La disposizione europea mette quindi al bando l’utilizzo di sacchetti dannosi per l’ambiente, ma lascia libertà di agire nella scelta delle soluzioni ritenute più idonee a sostituire tali sacchetti.

Molte organizzazioni ecologiche hanno espresso apprezzamento per questa ottima iniziativa. L’obiettivo principale è quello di combattere l’inquinamento provocato dalle buste di plastica.

Si potrebbe obiettare che esiste la “libera circolazione delle merci” ma il principio di tutela ambientale può derogare tale “libera circolazione”.

Di conseguenza, è ben accettata ogni proposta che preveda tasse, divieti di utilizzo o altro prendendo esempio da quei Paesi che hanno già attuato qualche forma di regolamentazione atta a proteggere l’ambiente.

L’Italia, ad esempio, rientra in quella cerchia di Paesi da prendere come esempio. Il Ministro per l’Ambiente italiano Andrea Orlando, già attivo nella lotta contro i problemi che derivano dai cambiamenti climatici, ha così commentato: “Sostengo con convinzione l’iniziativa della Commissione Europea e, anzi, rivendico con orgoglio che l’Italia in questa materia è all’avanguardia, avendo una normativa che mette al bando i sacchetti che non siano di materiale biodegradabile e compostabile”.

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