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Politiche energetiche: rischio incremento emissioni di CO2

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LoEuropean Gas Forum (EGaF)ha recentemente pubblicato uno studio che riguarda gli sviluppi delle attuali politiche energetiche. Ad un primo livello di analisi si evince come queste politiche rischino di incrementare la produzione di CO2 con conseguenze dannose per l’ambiente e l’economia.

Dallo studio emerge un profilo preoccupante: la crisi economica, l’importazione di carbone a basso costo dagli Stati Uniti e il rapido sviluppo delle energie rinnovabili hanno portato alla chiusura di centrali elettriche a elevato livello di efficienza (alimentate a gas), mentre vecchi impianti altamente inquinanti continuano a operare.

La ovvia conseguenza è che le emissioni di CO2 del settore elettrico stanno crescendo invece di diminuire.

Il proseguimento dello scenario di mercato e delle policy ambientali esaminate rafforzerebbe l’utilizzo del carbone. In realtà l’Unione Europea ha l’obiettivo di decarbonizzazione.

L’ideale sarebbe trovare un giusto compromesso tra l’utilizzo di gas naturale e rinnovabili.

Per far fronte al problema, che se sottovalutato potrebbe portare a seri rischi, bisogna stabilire un obiettivo europeo unico di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030. Occorre quindi un tempestivo intervento per migliorare la qualità dell’aria e incentivare lo sviluppo di nuove tecnologie energetiche a bassa intensità di CO2.

In passato è già stato dimostrato come il gas naturale sia la strada più efficace per ridurre le emissioni di CO2.

Anche ad un livello economico risulta auspicabile un giusto compromesso tra gas naturale e rinnovabili al fine di raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione nella maniera più sicura ed efficace.

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