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Donato al Museo Piana delle Orme un albero di ulivo in simbolo di amicizia e di pace

Piana delle Ormeè un parco storico tematico realizzato nell’Agro Pontino che ospita una delle collezioni più grandi ed eterogenee al mondo: aerei, carri armati, locomotive, carretti, radio, armi e centinaia di mezzi militari, trattori agricoli, trebbiatrici, tram e corriere, utensili e migliaia di oggetti di ogni tipo e misura.

Nato, come molti altri musei, da una collezione privata, quella di Mariano De Pasquale, un imprenditore floricolo che nel corso della sua vita ha raccolto una gran quantità di oggetti, utensili e macchinari di tutti i tipi e dimensioni, è dedicato al Novecento con delle testimonianze materiali che popolavano la vita quotidiana delle nostre campagne, ma anche di mezzi che sono comparsi per la prima volta durante il periodo bellico, sistemati in 14 padiglioni per raccontare le tradizioni e la cultura della civiltà contadina, le grandi opere di bonifica, la Seconda Guerra Mondiale, ma anche per mostrare i veicoli e i mezzi agli albori della grande industrializzazione e i giocattoli con i quali si divertivano i bambini di una volta.

E ora un nuovo padiglione è stato creato per raccontare ai visitatori il periodo dellaShoàe del popolo ebraico ai tempi dell’Olocausto.

In vista della prossima inaugurazione di questo nuovo settore del MuseoPiana delle Orme, Raffaele Sassun, Presidente nazionale delKKL Italia Onlus, a nome dellaFondazione Keren Kayemeth LeIsrael, ha donato un albero di ulivo proveniente dalle colline di Gerusalemme, simbolo di amicizia e di pace, che è stato messo a dimora nei giardini della struttura di Latina.

La cerimonia di piantagione si è svolta nel massimo della collaborazione, in un’atmosfera calda e ricca di sentimenti, alla presenza di Raffaele Sassun, Rafael Ovadia Direttore Generale delKKL Italia Onluse della Direzione di Piana delle Orme, per la quale Alda Dalzini è stata valida rappresentante.

La notizia della donazione effettuata dalKKL Italia Onlus rientra nell’ambito del progetto “Memorie Clandestine“: per approfondire la notizia, clicca qui

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