I sopravvissuti alla Shoah degli Amcha Centers in Israele, trascorrono una giornata con il KKL

ottobre 14 2013

Shoa israele

Queste che vi proponiamo sono parole toccanti, che fanno riflettere: “Abbiamo molti terribili ricordi delle foreste in Europa, ma le foreste del KKL in Israele hanno il profumo di casa per noi. A parole non riusciamo ad esprimere quanto siamo grati “.

Oltre 400 persone provenienti dai centri Amcha del nord, centro e del sud d’Israele hanno trascorso la giornata facendo un tour ecologico dei siti del KKL, tra cui Alexander River Park e l’Herzl House nella foresta di Hulda, ma anche tanti altri luoghi.

Anat Turner, vice direttore esecutivo del Centro Amcha nel nord di Israele, ad Alexander River Park, ha commentato così quest’esperienza: “Le persone nei nostri centri amano molto visitare il paese. Il fatto che una giornata come questa sia sponsorizzata dal KKL è estremamente significativo per loro, perché lo vivono come un riconoscimento, da parte della società, per quello che hanno vissuto in passato“.

Attualmente ci sono circa 200.000 sopravvissuti alla Shoah che vivono in Israele, la maggior parte dei quali, durante la guerra, erano poco più che bambini.

Amcha è stata fondata nel 1987 da un gruppo di sopravvissuti alla Shoah e da professionisti della salute mentale, e si concentra su un supporto non materiale, psicosociale e in gran parte preventivo. Amcha negli anni è costantemente cresciuto e, ad oggi, ci sono 12 centri che operano in tutto il paese. Oltre 190 professionisti della salute mentale e circa 600 volontari forniscono servizi ai quasi 10.000 assistiti.

Turner ha osservato che fino al processo Eichmann, per i sopravvissuti era difficile riuscire a raccontare ciò che avevano passato durante la guerra, ma ora sentono che la Shoah non è più una loro esclusiva esperienza personale, ma riguarda una tragedia collettiva subita da tutti gli ebrei.

Arye Lavi venuto da Haifa con la moglie Sarah sottolinea: “Nel 1941, tutti gli ebrei di Iasi, in Romania sono stati arrestati e poi uccisi. Ero un bambino piccolo e la mia famiglia si nascose in una soffitta. Abbiamo preso rifugio in posti diversi e il 19 agosto del 1944, il luogo in cui eravamo nascosti fu bombardato. Nel cimitero ebraico di Iasi, ci sono 11 tombe, una accanto all’altra, di tutti i membri della mia famiglia che sono stati assassinati”. Ed aggiunge: “Sono venuto in Israele nel 1951 e con l’aiuto dell’ Amcha, ho scritto un libro che racconta le mie esperienze durante la guerra. Ora che sono in pensione, ho più tempo per visitare il paese. Ci stiamo davvero godendo tutte le visite e Alon, la nostra guida del KKL, è meraviglioso“.

Parco Italia e il fiume Alexander sono stati riabilitati e sviluppati grazie al contributo del KKL Italia, Israele e Francia. Il KKL ha restaurato un segmento bellissimo del fiume, con aree ricreative e percorsi per escursionisti e ciclisti. Ciò che più meraviglia i visitatori, è l’incontro con le tartarughe giganti nel “Water Turtle Park”.

Con l’organizzazione di questa giornata si è riusciti a regalare ai sopravvissuti una giornata particolare, ricca di emozioni, un’emozione che gli si leggeva negli occhi.

Tag: Israele, Keren Kayemeth LeIsrael, kkl, shoa

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