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Un’oasi di Jojoba sulle sponde del Mar Morto

Non tutti sanno che all’interno del Mar Morto è presente una forte concentrazione di sali minerali utilizzati per la cosmetica e per il benessere personale.
Da cosa sono composti questi sali e a che servono?
Il Mar Morto è un lago salato situato tra Israele e la Giordania, posto a circa 427 m sotto il livello del mare, noto per le sue incredibili proprietà terapeutiche, tanto che Cleopatra ne fece la sua personale Spa.
L’etimologia del nome deriva dalla presenza di sale all’interno dell’acqua dovuta alla forte evaporazione che non consente forme di vita fatta eccezione per alcuni batteri.
La particolare composizione delle acque del Mar Morto trae dei benefici per l’ambiente e per l’essere umano in quanto presenta una concentrazioni di sali e minerali pari al 30% , con ben 320 gr. per litro d’acqua.
Il Mar Morto è conosciuto per la sua notevole concentrazione di materie prime eccellenti per la salute e il benessere della pelle.
Gli elementi principali che costituiscono il Bacino Idrografico sono:

  • Magnesio: accelera il metabolismo cellulare e influisce su l’elasticità delle fibre di collagene nei tessuti andando ad apportare compattezza e luminosità alla pelle.
  • Potassio: contribuisce alla formazione di energia cellulare.
  • Calcio: Protegge i tessuti e rinforza le membrane cellulari.
  • Sodio: Mantiene la pressione all’interno delle cellule, prevenendone la restrizione e svolgendo un’efficace azione antirughe.
  • Bromo: rilassa i muscoli ed è noto per il suo effetto calmante sul sistema nervoso

Grazie a questi elementi i Sali vengono utilizzati per curare e apportare dei benefici a patologie come la dermatite, oltre ad alleviare i dolori delle articolazioni e dei muscoli.

Sulla sponda occidentale del Mar Morto, inoltre, si trova Ein Gedi, un’oasi naturale che presenta diverse specie vegetali ma anche faunistiche. Al suo interno possiamo trovare molteplici piante finalizzate alla cosmetica, nello specifico la pianta di Jojoba. La Jojoba è un arbusto che cresce principalmente in territori desertici il cui olio estratto costituisce un ruolo importante nella cosmetica che utilizziamo tutti i giorni.

Un’altra località in cui viene coltivata questa pianta è il Kibbutz Hatzerim, situato nel deserto del Negev, a 8km dalla città di Be’er Sheva, che nel corso degli anni si è sviluppato anche grazie al sostegno del Keren Kayemeth LeIsrael.

Il Kibbutz presenta delle condizioni particolarmente favorevoli dal punto di vista climatico e del suolo, ottime per la crescita e lo sviluppo della Jojoba, e trae vantaggio inoltre dalle conoscenze e competenze agricole e agrotecniche sviluppate negli anni dagli agricoltori che risiedono nella zona.

Oltre ad aver inventato l’irrigazione a goccia, ad oggi Hatzerim è il primo produttore di olio di jojoba al mondo, detenendo circa il 30% del mercato mondiale.

Il Keren Kayemeth LeIsrael ha piantato molti alberi all’interno della foresta di Hatzerim, al fine di creare un paesaggio naturalistico nonostante il clima desertico.

La realizzazione di uno spazio verde e la preparazione del terreno all’interno del Kibbutz ha previsto la costruzione di terrazzi o argini chiamati shichim che hanno come fine quello di catturare l’acqua di ruscellamento riducendo l’erosione e aumentare la quantità di acqua disponibile per gli alberi piantati sugli argini.

Il rimboschimento all’interno del Kibbutz Hatzerim ha come obiettivo, inoltre, quello di fornire un ambiente naturale per il miglioramento e l’ottimizzazione della fertilità del suolo, realizzando così un habitat migliore per animali e piante di diverse varietà.

Articolo di Dafna Terracina, laureanda in Scienze Agrarie ed Ambientali all’Università della Tuscia

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