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Da sogno a realtà

Il 29 dicembre 1901, alle ore 19:40, nacque il Fondo Nazionale Ebraico

Ci sono momenti che si fissano per sempre nella storia di un popolo. Uno di questi momenti fondanti si verificò il 29 dicembre 1901 a Basilea, fuori dalla sala del casinò in cui si era riunito il quinto Congresso Sionista. In quel momento, Johan (Yona) Karmenizki scoppiò a piangere. Karmenizki, ingegnere elettrico, industriale e sionista attivo, piangeva perché i delegati del Congresso avevano deciso di votare contro l’istituzione del Keren Kayemeth LeIsrael. Il giurista Max Bodenheimer aveva chiesto una precisa formulazione giuridica degli scopi del Fondo, prima della sua approvazione: 81 delegati votarono contro e 54 a favore. 

Il quinto Congresso Sionista aveva messo ai voti un’idea formulata qualche anno prima da Zvi Hermann Schapira, un professore di matematica all’Università di Heidelberg. Nel 1897 Schapira salì sullo scranno del primo Congresso Sionista e propose di raccogliere del denaro da tutti gli ebrei del mondo, per istituire un fondo ebraico. Due terzi del denaro raccolto avrebbero costituito un fondo per l’acquisto di terre, mentre il restante terzo sarebbe stato dedicato alla conservazione delle terre acquistate. Un ulteriore principio fissato da Schapira era che la terra acquistata rimanesse di proprietà del Fondo. Ma Schapira morì otto mesi dopo la sua proposta.

Tornando al quinto Congresso, Karmenizki pianse perché di volta in volta aveva visto come i delegati respingessero l’istituzione del Fondo. Egli riteneva infatti che soltanto per mezzo di un Fondo Nazionale sarebbe stato possibile far ritornare il suolo della Terra d’Israele al Popolo Ebraico. Credeva che soltanto in questo modo si potesse cambiare la realtà del Popolo che viveva in esilio da duemila anni.

Al momento della votazione Benjamin Zeev Herzl stava fuori dall’aula dell’assemblea plenaria, qualcuno corse a raccontargli delle lacrime di Karmenizki, e Herzl si affrettò a ritornare in sala. Quando Herzl voleva qualcosa, non c’era nulla che potesse sbarrargli la strada. Trovò un difetto tecnico nella votazione e chiese una nuova votazione. Dopo un lungo dibattito si rivolse agli astanti esclamando: “Questa volta non vogliamo sciogliere l’assemblea senza aver compiuto l’opera. Sta a voi decidere se rinviare l’istituzione del Fondo per altri due anni, o anche fino alla venuta del Messia”. Tutta l’aula urlò “No”.

Herzl mise nuovamente la questione al voto, stabilendo che “Il Fondo è proprietà del Popolo Ebraico tutto”. Al momento della votazione sull’aula calò il silenzio. Pochi minuti dopo Herzl annunciò i risultati della votazione: 105 voti a favore, 82 contrari. Il 29 dicembre 1901, alle ore 19:40, nacque il Fondo Nazionale Ebraico. Yona Karmenizki si asciugò le lacrime e fece la prima donazione: 10 Lire sterline; gesto immortalato sulla prima pagina del primo volume del Libro d’Oro del KKL. Anche Bodenheimer, nonostante la sua opposizione iniziale, fece una generosa donazione. Il Popolo d’Israele era passato così dalla fase delle parole sul Sionismo alla fase dei fatti.

Yona Karmenizki fu nominato primo Presidente del KKL, aprì una sede a Vienna e da lì iniziò a operare. Karmenizki capiva che i soli benefattori non avrebbero potuto riscattare la Terra d’Israele e che era necessario ridestare il popolo. La sua prima misura presa fu la stampa dei francobolli del KKL. Il loro acquisto in massa da parte dei figli d’Israele avrebbe consentito al Fondo di acquisire ulteriori finanziamenti per le sue attività e, al contempo, di far giungere un messaggio al mondo ebraico: per mezzo del KKL ritorneremo alla nostra terra patria.

Il primo francobollo emesso, il “Francobollo di Sion”, fu stampato in 30 milioni di esemplari e diffuso in tutto il mondo ebraico. Molti ebrei iniziarono ad apporre i francobolli del KKL sulle loro lettere, accanto ai francobolli ufficiali dei Paesi in cui vivevano. Le somme di denaro derivatene non furono elevate, dato che il valore del Francobollo di Sion fu fissato sulla base del francobollo di valore minimo in ogni Paese in cui fu diffuso. Ma, attraverso i francobolli del KKL, gli ebrei del mondo vennero a conoscenza dei luoghi la cui terra era stata riscattata in Israele, dei leader del Sionismo e dei diversi progetti del KKL. I francobolli del KKL infusero la convinzione che il ritorno alla Terra d’Israele fosse possibile.

Ma non solo, il Bossolo bianco e blu fu l’altro strumento di contatto, che attraverso le generazioni ha consentito al grande miracolo dello sviluppo della Terra di Israele. Frutto dell’iniziativa di Haim Kleinman, un impiegato di banca di Nadworna, in Galizia, alcuni giorni dopo la decisione di fondare il KKL, Kleinman inviò una lettera alla redazione di Die Welt, il principale giornale sionista attivo a Vienna, con queste parole: “Signor redattore! Seguendo il detto ‘soldo su soldo si accumula’, dopo la notizia dell’istituzione del Fondo Nazionale Ebraico, ho predisposto un Bossolo, vi ho incollato sopra un biglietto con la scritta ‘Fondo Nazionale Ebraico’, e l’ho posto in un punto centrale del mio ufficio. Il risultato è stato brillante. Suggerisco di raccogliere in questa maniera le donazioni per il Keren Kayemeth LeIsrael”.

L’idea del sionista patriottico Haim Kleinman fu accolta e nel 1904 si iniziò a produrre i primi bossoli. Anche Benjamin Zeev Herzl sposò l’idea e addobbò il suo studio con il Bossolo bianco e blu. Era uno strumento efficace e intelligente. Il Bossolo educò bambini e genitori in merito all’idea sionista, consentendo alla partecipazione di ogni ebreo, anche con pochi centesimi, all’idea della rinascita nazionale. In molti luoghi il Bossolo era l’unico simbolo che ricordasse il legame con la Terra d’Israele e il Popolo Ebraico.

Nel periodo fra le due Guerre Mondiali (1919-1939) il Bossolo si trovava in più di un milione di case e dopo la Shoah, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, iniziò a diffondersi soprattutto in America, Inghilterra, Sud Africa, Australia e paesi dell’America Latina.

L’importanza di ciò sta nel fatto che nel corso dei suoi 50 anni di esistenza, il Bossolo si trovava in due milioni di case ebraiche. Vi sono stati bossoli fino in Islanda, nella giungla dello Zimbabwe, presso la tomba della regina Ester a Susa di Persia, e nei campi di detenzione dell’armata britannica.

Negli ultimi anni, il Bossolo azzurro è ritornato nelle scuole primarie in Israele. Il KKL utilizza adesso il suo amato simbolo come strumento per promuovere l’educazione al verde in Israele. Il messaggio trasmesso dal bossolo bianco e blu contribuirà a costruire la futura forza per la rivoluzione verde che il KKL sta conducendo in Israele.

 

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