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COMUNICATO STAMPA

 

DUE QUERCE IN MEMORIA DI ANTONINO GIANNOLA E DEI CADUTI DELL’ARMA DEI CARABINIERI

 

Si è svolta oggi in Israele, nella foresta presidenziale KKL di Tsorà, nel bosco dedicato ai magistrati italiani assassinati dalle organizzazioni terroristiche e criminali, una toccante e simbolica cerimonia di piantagione di due querce in memoria dei caduti dell’Arma dei Carabinieri e di Antonino Giannola, Presidente del Tribunale di Nicosia, barbaramente ucciso il 26 gennaio 1960.

Il KKL, che è l’ente ambientalista più antico al mondo, da 119 anni lavora per rendere Israele, desertica un secolo fa, più verde e oggi con oltre 250 milioni di alberi piantati, offre i risultati delle proprie ricerche nella cura del territorio a numerosi Paesi del Terzo Mondo e collabora con importanti istituzioni internazionali. Attraverso il lavoro del nostro Ente, il KKL vuole aiutare Israele ad essere un messaggero di pace e sicurezza, perché attraverso l’amore e la cura dell’ambiente, si può veramente esportare la pace e la fratellanza.

“È per noi tutti un grande onore avere partecipato alla costruzione di questo ponte ideale fra Israele e l’Italia – ha dichiarato Daniel Hayon, Vicepresidente KKL Italia Onlus – Obiettivo principale di KKL, è la piantumazione di alberi in Israele, che nella tradizione ebraica simboleggiano la vita, quella vita che questi uomini hanno sacrificato per dare a noi, italiani e non, un futuro migliore. L’albero è un testimone, un monumento vivente che cresce, che vivrà decine e forse centinaia di anni e che ricorderà alle generazioni future il sacrificio di coloro che sono stati assassinati dalle organizzazioni terroristiche e criminali, lavorando per far prevalere il bene sul male. Il popolo ebraico è sopravvissuto a tutte le tragedie che lo hanno colpito, perché non ha mai smesso di ricordare ciò che è stato e che non dovrà essere mai più. Ma l’albero è anche un monumento in positivo e ci ricorda che dopo le tragedie c’è la rinascita. Sono certo che il lavoro che stiamo svolgendo assieme – ha concluso Hayon – avrà l’effetto di risvegliare un po’ di coscienze e ci permetterà di avere memoria degli errori fatti e di migliorare”.

“Non è la prima volta che ho l’occasione, il piacere e l’onore di piantare alberi in terra d’Israele insieme agli amici del Keren Kayemeth LeIsrael (KKL) – ha dichiarato S.E. Gianluigi Benedetti, Ambasciatore d’Italia in Israele – Eppure l’emozione di questo gesto di vita, tanto semplice quanto straordinario per il suo significato, è sempre grande, così grande che è difficile da esprimere. Con questa cerimonia onoriamo la memoria di chi ha dato la vita in nome della giustizia, il principio morale che, come ci insegna l’ebraismo, rappresenta l’autentico fondamento della vita sociale e della coscienza di ciascuno di noi. Onoriamo inoltre coloro che, per il proprio impegno quotidiano e incondizionato a tutela della sicurezza dei cittadini, hanno pagato il prezzo più alto: nei loro confronti il senso di gratitudine della nostra comunità non potrà mai essere sufficiente. Non dimenticare l’incommensurabile sacrificio di tutti costoro non è solamente un gesto dovuto; è un’occasione per riflettere sul significato profondo dei valori che questi nostri compatrioti hanno difeso con la vita. Questi valori rappresentano le fondamenta su cui costruire il nostro futuro: essi alimenteranno la coscienza civile del nostro popolo – ha concluso l’Ambasciatore – proprio come le radici nutriranno questi alberi, lasciandoli in eredità alle generazioni che verranno”. 

“Sono davvero grato al Fondo nazionale ebraico, e penso di poter parlare non solo a nome del Consiglio Superiore ma dell’intera Magistratura italiana – ha dichiarato David Ermini, Vicepresidente del Csm – per l’iniziativa e la cortese ospitalità. A distanza di due anni, in questa foresta che consacra e celebra un padre fondatore dello Stato di Israele, Chaim Weizmann, rinnoviamo il rito della memoria. Queste giovani querce che oggi iniziano a crescere serberanno nel tempo il ricordo di Antonino Giannola e dei Carabinieri caduti per gli ideali di giustizia e libertà. Gli alberi, questi alberi, sono il simbolo della loro sopravvivenza dopo la morte. Laddove c’è memoria, c’è immortalità. La Vostra è un’associazione dalla lunga storia. È un’associazione che ha trasformato l’utopia in realtà, che ha la forza visionaria del futuro costruita sulle radici del passato. Voi avete ridato vita a terre arse, con la lungimiranza di chi sa che solo nella solidarietà sociale e nel rispetto dell’ambiente l’uomo potrà trovare pace e prosperità. Trovandomi qui, in questa foresta che sotto le sue fronde protegge la memoria di tanti uomini giusti caduti per difendere il loro paese – ha concluso Ermini – mi piace richiamare un verso del poeta Tagore: Gli alberi sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto”.

La famiglia Giannola, addolorata di non aver potuto partecipare alla cerimonia, ha espresso il suo profondo senso di gratitudine e di apprezzamento per ciò che è stato fatto dal KKL e dal gruppo di magistrati italiani creando questo memoriale: “Quanto accaduto a nostro padre, Antonino Giannola, prefigurava, purtroppo, il destino di moltissimi altri servitori dello Stato: uccisi e, dopo un lampo velocissimo della memoria, subito dimenticati. Dimenticati, naturalmente, dalle Istituzioni e dallo Stato. Non certo dai propri figli, dalle famiglie, dagli amici, dai colleghi di lavoro. Attraverso la cerimonia che si celebra oggi a Tsorà, questi uomini e queste donne tornano ad occupare un ruolo significativo non solo nella memoria, ma anche nella dinamica concreta delle nostre società. E siamo, sinceramente, grati a tutti coloro che hanno contribuito a questa nobile e importante iniziativa che restituisce dignità alle vittime, alle loro vite e al loro lavoro”.

Alla cerimonia erano presenti il Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) David Ermini, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Giovanni Nistri, l’Ambasciatore d’Italia in Israele S.E. Gianluigi Benedetti, il Vicepresidente del KKL Italia Onlus Daniel Hayon, il Direttore Esecutivo KKL Gerusalemme Ronnie Vinnikov, il Consigliere del Csm Piercamillo Davigo, il magistrato Stefano Amore e una delegazione italiana.

Sono state scoperte le due targhe che recitano:

“A PERENNE MEMORIA DEI CADUTI DELL’ARMA DEI CARABINIERI CHE OFFRIRONO IN SACRIFICIO LA LORO VITA”.

“CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO, CHI NON HA PAURA MUORE UNA VOLTA SOLA. 

A PERENNE RICORDO DEI MAGISTRATI ITALIANI CHE PER AMORE DELLA GIUSTIZIA E DELLO STATO SACRIFICARONO LE LORO VITE”.

 

UFFICIO STAMPA KKL ITALIA ONLUS
MARTINA MIELI
ufficiostampa.kkl@gmail.com

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