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I consigli del KKL • L’Orto in vaso: terreno e terriccio

Non solo frutta e verdura!
Oggi parliamo in generale di terreno e terriccio: quali sono le differenze tra le varie tipologie?
Fino a poco tempo fa si faceva largo uso di terreno agrario o naturale (terra di brughiera e terra di bosco) e terricci (terriccio di bosco e terriccio di foglie), spesso miscelati tra loro in diverse percentuali. Oggi le coltivazioni industriali privilegiano materiali di origine industriale o di origine organica ma derivati da attività umana (scarti e sottoprodotti dell’attività agricola, industriale ed urbana). Nel campo dell’hobbistica, tuttavia, le soluzioni naturali trovano un certo interesse.

Vediamo insieme alcune tra le principali tipologie:

1• Terreno agrario: può essere utilizzato come componente dei mezzi di crescita, a patto che sia sano e che sia stato concimato e sottoposto a sterilizzazione ed eventuale correzione del ph.

2• Terra di brughiera: ne esistono vari tipi. Le più adatte si prelevano dallo strato più superficiale di terreni a più di 600 metri s.l.m. e derivano dalla decomposizione di ericacee, graminacee e felci. Sono in genere sabbiose, ricche di sostanze organiche e povere di calcare ed elementi nutritivi. Hanno una buona capacità di drenaggio e ritenzione idrica, e vengono miscelate e setacciate per essere usate in coltivazioni di specie come azalee, camelie, erica, gardenie, ortensie e rododendro.

3• Terra di bosco: si preleva al di sotto dello strato di residui vegetali non ancora ben decomposti in boschi di latifoglie e aghifoglie. È nera, ricca di sostanza organica ben umidificata, ricca di elementi nutritivi e con buona capacità per aria ed acqua grazie alla sua struttura porosa. Mescolata a torba e letame, viene usata per ficus, gardenie, ortensie.

4• Terriccio di bosco: è formato da residui organici decomposti di latifoglie come il leccio, l’olmo o il frassino, oppure da una loro combinazione con le conifere (abete, larice, pino). Prima di utilizzarlo deve essere compostato, sfibrato e setacciato.

5• Terriccio di foglie: deriva dalle foglie di conifere e latifoglie fermentate in cumuli al coperto per 2-6 mesi, inumidite e concimate. Per le coltivazioni in vaso ottimi i miscugli di terriccio di foglie di faggio, da preferire perché si decompone lentamente e ha buona ritenzione idrica e porosità, con la torba.
Da evitare, invece, conifere che non siano Pinus picea o Abete rosso, per evitare un eccesso di sostanze resinose.

 

Fonte: http://bit.ly/spaziopiante

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