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Nutrire il pianeta. Le iniziative internazionali per la sicurezza sul cibo di KKL

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Nutrire il Pianeta”, questo il tema alla base dei due progetti trattati ieri sera, giovedì 15 ottobre 2015, a Expo Milano 2015, Padiglione d’Israele. Karine Bolton, Direttore dei Progetti Internazionali del KKL, ha presentato sia i promotori di queste meravigliose iniziative, sia i rappresentanti delle popolazioni destinatarie. Shoshana Haran, biologa, dopo molti anni di esperimenti e ricerche su sementi, ha deciso di offrire le sue conoscenze, su sollecitazione dei missionari cattolici di MCSPA, alle popolazioni di Butijara (Etiopia) creando il progetto “I semi della speranza”; così pure Moti Harari, responsabile KKL del Laboratorio Ricerca e Sviluppo dell’Aravà, ha attivato un progetto analogo ma più mirato alle risorse idriche per l’agricoltura, dal titolo “Solchi nel Deserto”, in Turkana, Kenya. Due progetti di immenso valore umanitario, che si propongono attivamente nell’offrire gli strumenti di autosostentamento a popolazioni che non possiedono assolutamente nulla, abituate da sempre agli aiuti delle Organizzazioni Internazionali.

Lo slogan apparso alla conclusione del video rende bene l’idea dei loro obiettivi: Dai un pesce a un uomo, mangerà per un giorno, gli insegni a pescare e mangerà per tutta la vita.

La testimonianza di Nyashwaya Peterson, responsabile del Padiglione keniota e rappresentante del Turkana, è stata illuminante e ci ha toccati nel profondo: ci ha resi consapevoli della criticità dei problemi di sopravvivenza della sua popolazione, aggravati da situazioni geopolitiche e nuovi cambiamenti climatici; per loro, l’aiuto del KKL, in particolare dall’Italia, è fondamentale. I volontari del KKL hanno trasferito le conoscenze indispensabili ai giovani kenioti – spesso orfani – per passare dal nomadismo e dalla pastorizia senza futuro all’agricoltura, fornendo loro sementi e infrastrutture idriche. I giovani istruiti in questa direzione a loro volta formeranno interi gruppi di altri giovani. Peterson, a nome del suo popolo, ha espresso immensa la gratitudine al KKL per questo progetto. Entrambe i progetti lavorano con volontari e necessitano sempre di nuove energie, dunque, Shoshana Haran e Moti Harari hanno invitato i presenti alla partecipazione attiva sul posto e alla divulgazione.

Il lavoro che il Keren Kayemeth LeIsrael compie ogni giorno facendo arretrare il deserto, traendone frutti “sicuri” per il nutrimento, è qualcosa di davvero speciale così come la condivisione delle conoscenze acquisite con chi ne ha veramente bisogno.

A conclusione della serata vi sono stati grandi apprezzamenti e tanta ammirazione da parte del pubblico che per la prima volta è venuto in contatto con informazioni dirette su Israele e sul KKL.

Paola Avigail Senigaglia

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