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Discorso del Presidente Sassun per l'inaugurazione del Padiglione Israele a Expo 2015

raffaele sassun

Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita.

È indubbio che il tema sembra sia stato scelto proprio per definire il lavoro del Keren Kayemeth LeIsrael.

Sono due punti centrali nel lavoro che il KKL compie ogni giorno non solo in Israele ma in tutto il globo, dall’Europa all’Africa, dall’America all’Oceania.

Cosi come i 145 Paesi che partecipano alla grande festa dell’Expo vengono da tutti gli angoli della terra.

Inoltre, il simbolo del Padiglione Italia, l’Albero della Vita, bello come la vita, forte come il legno, e luminoso come il genio quando ha un’intuizione positiva, sembra fare l’occhiolino a noi, che in 114 anni, abbiamo piantato oltre 250 milioni di alberi. 114 anni sono tanti ma vi posso garantire che non ci siamo stancati, anzi oggi più di ieri siamo pieni di rinnovate energie.

Sono tempi duri per tutti, l’economia mondiale è quella che conosciamo, ma l’Expo è un’occasione di incontro di culture diverse, diversissime tra loro, e come la storia ci insegna, da questi incontri, in questi crocevia, nasce sempre qualcosa di bello. Sul tema comune di come nutrire il nostro bistrattato pianeta, il nuovo incontrerà la tradizione, la tecnologia più avanzata incontrerà la metodologia consolidata, il coraggio incontrerà la paura. Gli uomini scambieranno sapere e l’umanità progredirà.

Come Keren Kayemeth LeIsrael Italia, l’aspetto principale nell’Expo 2015 che mi sta più a cuore, è far sapere al mondo che il KKL ha tantissime idee nei campi del Food Security, dell’energia rinnovabile, del rispetto consapevole dell’ambiente. E che queste idee sono studiate e applicate giorno dopo giorno, nei laboratori di ricerca, nei campi, nei deserti, per poi essere implementate per esempio in Australia con la vespa che stava decimando gli eucalipti, o nei paesi dell’Africa, dove riuscire a far crescere una patata o un pomodoro significa la differenza tra la vita e la morte.

Sapete, tutti parlano di Sustainability, sviluppo sostenibile. Negli anni ho letto e sentito diverse interpretazioni di cosa significhi questo concetto. Quella che mi è piaciuta di più l’ho sentita da una scienziata nel deserto del Negev, cruda come solo gli israeliani possono essere:Sviluppo Sostenibilesignifica lasciare a mio figlio la possibilità didistruggerela stessa quantità di risorse del pianeta che ha a disposizione la nostra generazione. Se poi riesco a lasciargliene di più, è meglio.

E il KKL da decenni studia nuove tecnologie, nuove strategie di coltivazione, nuovi metodi di sfruttamento delle acque reflue, per permettere alle nuove generazioni di vivere bene come abbiamo vissuto noi, senza però distruggere il pianeta.

In un mondo sempre più globale, soluzioni specifiche per problemi specifici possono essere di aiuto alla risoluzione di problemi completamente diversi in aree anche lontane. Per questo motivo gli esperti del KKL girano continuamente per il mondo, per apprendere e per condividere nuove tecnologie.

Il KKL crede molto nella Cooperazione Internazionale e ha parecchio da offrire in due campi che stanno diventando sempre più una minaccia in vari paesi: ilFood Securitye laDesertificazione. I centri di ricerca e sviluppo in Israele svolgono attività che sono alla portata di ogni agricoltore ed è tuttogratuito. Ospitiamo delegazioni di studio dalla Nigeria, dal Kenya, dalla Cina, dal Messico, dal Kazakistan, e anche da alcuni paesi che non hanno rapporti diplomatici con Israele.

A volte basta presentare i risultati ottenuti perché il mondo riconosca il valore del lavoro fatto. Altre volte, per visioni politiche o religiose o per semplice ignoranza, invece questo non basta. Sono necessari dei garanti. Le persone che vengono a contatto con il lavoro del KKL diventano i nostri futuri partner per la creazione di un mondo migliore.

L’Expo è una formidabile occasione per far venire a contatto gente di tutti i paesi del mondo con il lavoro del KKL. Siamo consapevoli che tra i visitatori ci saranno tecnici che potranno realizzare altri progetti per il benessere dell’umanità prendendo spunto dai nostri, ma anche turisti curiosi ed appassionati che sono convinto diventeranno nostri ambasciatori.

Il vostro attivo coinvolgimento sarà un input importante per tutti noi, ci spronerà a fare di più e meglio.

I prossimi cinque mesi vedranno anche molteplici occasioni di incontro e confronto, abbiamo in programma una decina di convegni e seminari.

Saremmo felici se decideste di partecipare ad uno o più eventi che sono nel nostro calendario per l’EXPO.

Insomma, per dirla in due parole, cari visitatori del Padiglione Israele – KKL, a noi importa tanto il benessere e il futuro del nostro pianeta.
Per questo vi abbiamo cooptati nella nostra squadra.
Siamo contenti che ne facciate parte.
Sta a voi decidere quanto volete esserne parte attiva.

Grazie a tutti

Milano, 12 maggio 2015

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