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KKL al fianco dei civili coinvolti nel conflitto. Sassun: “Ma all’esercito va il Nobel per la Pace”

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COMUNICATO STAMPA

Il Keren KayemethLeIsrael Italia Onlus prosegue nella sua opera di aiuto ai civili israeliani e palestinesi coinvolti nel conflitto tra Hamas e Israele. Attraverso la creazione di barriere naturali impedisce l’avanzata del terrorismo sul territorio israeliano, grazie alla creazione dei rifugi mobili porta in salvo migliaia di vite umane e con il supporto dei suoi operatori regala un sorriso ai bambini residenti nelle aree più colpite. Un’opera, questa, finanziata attraverso un programma di raccolta fondi che mira a salvaguardare la popolazione civile.

Nella giornata di ieri il Presidente del KKL Italia Onlus, Raffaele Sassun, è stato promotore insieme alla Comunità Ebraica di Roma di una riunione che ha raccolto numerosi iscritti alla comunità romana per fare il punto della situazione sul conflitto. All’evento hanno partecipato anche l’Ambasciatore d’Israele in Italia, Naor Gilon, il Presidente Cer, Riccardo Pacifici, e il Colonnello Riservista dell’Unità di Elite Yahalom, Atai Shelach, esperto nell’identificazione e nella demolizione dei tunnel di Hamas che ha spiegato nel dettaglio cosa sta accadendo in Israele e come l’IDF opera nel sabotaggio delle fortificazioni terroristiche.

“Con il KKL – spiega il Presidente Sassun – stiamo lavorando affinché sia compreso da tutti in che guerra ci troviamo, perché Israele è costretto a difendersi e perché la popolazione civile palestinese è vittima del lancio dei missili di Hamas come lo è, purtroppo, la popolazione israeliana, sia arabi che ebrei. Su Israele piovono da anni razzi di diversa gittata che mirano a uccidere persone innocenti. L’esercito di Gerusalemme non poteva più permetterlo e ora deve smantellare l’arsenale dei terroristi di Hamas. Lo fa scegliendo con cura gli obiettivi militari, avvertendo in anticipo la popolazione di Gaza su quali aree saranno colpite al fine di far evacuare la zona, trasportando i malati, anche civili di Gaza, negli ospedali israeliani, concedendo tregue umanitarie e salvando migliaia di civili dalla piaga del terrorismo. L’impegno dell’IDF nei confronti della popolazione palestinese, oltre che israeliana, è senza precedenti nella storia dei conflitti. Per questo, consapevoli che oggi piangiamo numerosi morti da una parte e dall’altra del fronte, chiediamo che per i soldati dell’esercito israeliano sia proposto per il Nobel per la Pace”, conclude Sassun.

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