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#BringBackOurBoys. Il discorso del Presidente Raffaele Sassun

Bringbackourboys

Roma, 23 giugno 2014

Eyal, Gilad e Naftali.
Alcune cose non le sappiamo mentre altre invece le sappiamo.
Non sappiamo se Eyal, Gilad e Naftali sono ancora vivi, anche se lo speriamo con tutte le nostre forze.
Non sappiamo dove sono tenuti prigionieri, in Cisgiordania o se sono già stati trasferiti in altri paesi canaglia.
Sappiamo però, che non sono scomparsi, come qualche anima pia del giornalismo ebraico italiano ha scritto, ma sono stati rapiti da terroristi palestinesi di Hamas, gente il cui solo ed unico scopo nella vita è quello di distruggere Israele e il popolo ebraico.
Sappiamo anche perché sono stati rapiti, semplicemente perché sono ebrei.
Sono stati rapiti perché ogni volta che Israele fa delle nuove concessioni per cercare di raggiungere la pace, qualcuno immediatamente fa di tutto per distruggere un dialogo di per sé già flebile.

Noi vogliamo la pace, la chiediamo in tutte le nostre preghiere, Osè shalom bimbromav, Hu yaasè shalom alenu, ogni giorno. Sono loro che non la vogliono. E il mondo continua a credere alle finte sceneggiate dei leader palestinesi. E il mondo continua a condannare Israele, qualsiasi cosa faccia per la propria difesa.
Quindi, è arrivato il momento di dire basta a gente come Hanin Zoabi, parlamentare della Knesset, pagata con le tasse dei contribuenti israeliani, che definisce “Israele l’unica forza terroristica in Medio Oriente”.

Quindi, ora è arrivato il momento di dire al mondo intero: noi siamo qui, non ci muoviamo, non spariremo dalla mappa del Medio Oriente, saremo qui per sempre,
vi aspettiamo per fare la pace, ma ora basta.
Ora siete voi che dovete venire a parlare di pace.
E guai a chi tocca i nostri figli, guai a chi cerca di distruggere il nostro futuro.

ZaHaL mostri tutta la sua potenza, senza paura delle critiche che tanto arriveranno comunque.
Questo è il messaggio che deve uscire dalle bocche di tutti gli ebrei del mondo, in Israele e nella Golà.
Tutti noi dobbiamo sostenere la lotta per riportare indietro sani e salvi Eyal, Gilad e Naftali, la lotta al terrorismo, la lotta all’odio anti-ebraico.
Abbiamo dimostrato nel passato che non ci arrendiamo e non molliamo la presa. Noi non ci scorderemo di questi ragazzi. Non li lasceremo soli. Li riporteremo a casa.

Am Israel Hai ve Kayam lenezah nezachim.

Riportiamo di seguito l’articolo del Corriere della Sera circa la manifestazione tenutasi a Roma: clicca sull’immagine per scaricare l’articolo in formato PDF, oppure leggi online suCorriere della Sera

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