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Nuova legge sui reati ambientali. Ecco cosa cambia

reati ambientali

Gli esperti di diritto ambientale ed esperti del macro settore ambientale in senso generale, sono molto preoccupati circa la nuova legge che regola i reati ambientali.

La nuova legge 1345 introduce come delitti ambientali quei reati che un tempo erano considerati e trattati con ammende pecuniarie. Il rischio attuale è che la presenza di ulteriori limitazioni renda impossibile l’attuazione delle nuove sanzioni.

La nuova legge esplica come “disastro”: l’alterazione irreversibile dell’equilibrio dell’ecosistema

Per quanto riguarda la punibilità: fino ad ora era possibile punire chi commetteva “fatti diretti a causare un disastro”, in caso di pericolo per l’incolumità pubblica anche senza che si verificasse il disastro.

Il problema sorge in quanto un disastro ambientale può verificarsi negli anni e non immediatamente. Con la nuova legge il rischio è che vengano vanificati diversi processi attualmente in atto come, ad esempio, il caso relativo all’Ilva di Taranto.

È quasi certo quindi che una simile modalità renda la condanna per disastro ambientale impossibile da applicare. Ad essere scettici sono anche i magistrati che dovranno applicarla.

Il procuratore generale di CivitavecchiaGianfranco Amendola, ha così concluso la sua riflessione sulla normativa: “deriva dalla evidentissima volontà del nuovo testo di collegare i nuovi delitti alle violazioni precedenti. Il reato può essere contestato solo nelle ipotesi in cui sia prevista una violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, specificamente poste a tutela dell’ambiente e la cui inosservanza costituisce di per sé illecito amministrativo o penale, o comunque abusivamente, cagiona un disastro ambientale. Fare addirittura dipendere lapunibilitàdi un fatto gravissimo dall’osservanza o meno delle pessime, carenti e complicate norme regolamentari ed amministrative esistenti significa subordinare latutela di beni costituzionalmentegarantiti a precetti amministrativi spesso solo formali o a norme tecniche che, spesso, sembrano formulate apposta per essere inapplicabili”.

Ad una prima analisi sembra proprio che il testo normativo vada corretto. Si attendono nuovi sviluppi.

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