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Agricoltura acquaponica. Come coltivare senza terra

acquaponica

Da alcuni anni si sente sempre più parlare diecosostenibilità. L’esigenza di trovare soluzioni innovative si fa sempre più preponderante. In diversi Paesi esteri, tra cui anche l’Italia, si sta diffondendo una tipologia di attività produttiva che permette di produrre pesci e vegetali. Questa attività è chiamata acquaponica.

Sfrutta in maniera semplice il ciclo dell’acqua nel proprio circuito. Il sistema è basato su una o più vasche per l’allevamento di pesci. Sopra le vasche vengono poste le piante e con questo sistema le piante assorbono le sostanze nutritive che vengono rilasciate dai pesci.

Il rapporto pesci-piante è reciproco: i pesci rilasciano sostanze utili alle piante e quest’ultime donano ossigeno ai pesci. Si tratta di un sistema di depurazione tutto al naturale.

I pesci, respirando, emettono ammoniaca che contiene azoto. L’azoto è il principale nutrimento delle piante il quale però prima di essere assunto va tramutato in nitrito e poi in nitrato. Solo dopo questo passaggio questa sostanza non sarà più velenosa per i pesci e diventerà nutrimento per le piante.

La trasformazione da scarto dei pesci a nutrimento delle piante avviene mediante batteri:

  • Nitrosomonas: si nutre di ammoniaca e restituisce nitriti.
  • Nitrobacter: si nutre di nitriti e restituisce nitrati.

Le piante, con le radici, estraggono i nitrati dall’acqua ed in cambio depurano l’acqua dei pesci. Questo sistema in natura è conosciuto con il nome di “Ciclo di azoto”.

Gli esperti rendono noto che questo processo può essere utile per le coltivazioni in grande scala ma anche orti, serre e terrazzi.

L’acquaponica si è rivelata una pratica utile ed ecosostenibile.

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