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Una panoramica sui luoghi dove il cambiamento climatico agisce di più

KKL | cambiamento climatico

Quali sono le aree in cui entro il 2050 si percepiranno maggiormente gli effetti sui cambiamenti climatici?

Alcuni studi scientifici, tra cui una mappa ecoregionale dell’esposizione al clima futuro, stanno elaborando alcuni dati.

Secondo la mappa elaborata da James E. M. Watson, Takuya Iwamura e Nathalie Butt, esperti dell’Università del Queensland, in Australia, l’Asia meridionale e sudorientale, la costa orientale del Sud America, l’Europa centrale, occidentale e l’Australia meridionale saranno le aree più colpite. L’effetto sarà, presumibilmente, un sensibile cambiamento climatico.

La studio comprende unamisurazione della capacità di adattamento di un’ecoregione basata su un’analisi spaziale della sua integrità naturale, che viene definita come la percentuale della vegetazione rimasta intatta.

Questo parametro viene incrociato con un’analisi della sua esposizione al cambiamento climatico. Quest’ultimo viene stimato sia su base attuale sia su base futura, con l’aiuto di alcuni modelli di proiezione.

Sostanzialmente l’analisi si basa su un duplice approccio che consente una stima più approfondita e precisa rispetto a quelle passate, che riguardavano solo l’esposizione al cambiamento del clima.

Per quanto riguarda la conservazione della vegetazione naturale, le aree che avranno più problemi saranno: l’Europa occidentale, Nord America, la costa orientale del Sud America, della Cina, dell’India e dell’Asia meridionale e sudorientale.

Invece, per quanto concerne la stabilità climatica le regioni dichiarate a rischio saranno: Nord America, del Nord Europa o della Patagonia del sud, oppure negli altipiani, come il Tibet settentrionale. Come si evince dai dati, queste regioni più a rischio sono individuabili in base alle alte latitudini.

Cosa è che concorre a determinare la stabilità del clima? In sintesi, l’intensità e la stagionalità delle precipitazioni, soprattutto nelle aree caratterizzate da problemi di aridità.

Questi dati sono ancora in via di sviluppo, e per il momento non è possibile dichiarare una stima precisa vista la mutevolezza del fenomeno. Tuttavia, rimane evidente che occorre predisporre interventi mirati alla conservazione ambientale, nel più breve tempo possibile.

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