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Fertirrigazione: di che si tratta?

Fertirrigazione

Con il termine “Fertirrigazione” si intende la distribuzione di concimi con l’acqua di irrigazione. Israele, da sempre attenta al risparmio idrico, ha lavorato per trovare una soluzione che permetta di gestire l’apporto di nutrienti e di acqua in modo equilibrato e funzionale ai bisogni della pianta, per riuscire a coniugare una maggiore produttività delle colture… Ad un minor consumo di acqua!

L’azienda israeliana che ha reso concreto questo progetto è Netafim, l’ormai leader globale dell’irrigazione a goccia.

La procedura adottata prevede piccole unità di iniezione, o in alternativa, l’utilizzo di dosatori proporzionali attraverso i quali vengono iniettate nel flusso irriguo soluzioni nutritive o di controllo del pH, ma prima di fare ciò bisogna analizzare l’acqua utilizzata.

L’analisi chimico fisico viene svolta per controllare la necessità di trattamenti preliminari all’aggiunta del fertilizzante. Nel caso in cui l’analisi rivelasse la presenza di impurità (solidi sospesi, alghe e colloidi), dovranno essere eliminate con le opportune filtrazioni.

La capacità di assorbimento dei nutrienti, da parte delle radici, viene influenzata dalle componenti chimiche e proprio per questo bisogna tener conto di determinati parametri come:

  • Il pH.
  • L’Elettroconducibilità.
  • Il livello di cloruri e nitrati.

Il pH, soprattutto, deve essere monitorato costantemente e tenuto sotto controllo nelle acque dure per scongiurare il rischio di occlusione che porterebbe al mancato assorbimento dei nutrienti, nei riguardi della coltura.

L’Elettroconducibilità (EC), invece, è un valore che aumenta proporzionalmente alla quantità dei sali disciolti e, proprio per questo, bisogna monitorarla costantemente poiché un’eccessiva concentrazione di sali può essere pericolosa per le colture.

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