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L'ulivo del KKL Italia Onlus racconta la memoria di Giovanni Palatucci

Si è tenuta a Taranto una nuova piantagione realizzata dal KKL Italia Onlus che ha voluto onorare la memoria di Giovanni Palatucci.

Da molti anni il KKL è impegnato nel ricordo di quanto questo Questore fiumano ha fatto durante la Seconda Guerra Mondiale.

Palatucci fu trasferito nella città di Fiume dal 1937 come responsabile dell’ufficio stranieri e poi come commissario e questore reggente, una posizione, quest’ultima, che gli consentì di salvare migliaia di vite o, come scrisse egli stesso in una lettera alla sua famiglia: “di fare un po’ di bene”.

Questo amore per la “razza umana” lo portò ad essere arrestato nel 1944 e poi trasferito nel campo di lavoro forzato di Dachau dove morì pochi giorni prima della Liberazione, a soli 36 anni. In sua memoria la questura di Taranto ha intitolato, d’accordo con il Comune, la strada nella quale sorge la sua nuova sede.

Il Soroptmist Club Sezione di Taranto ha voluto ricordare il “giusto” Giovanni Palatucci, medaglia d’Oro al merito civile, per il quale tra l’altro è cominciato l’iter di canonizzazione e per il quale nel 2000 si era avviato l’iter di beatificazione che ha condotto alla proclamazione da parte di Papa Giovanni Paolo II, di Palatucci quale Servo di Dio. Per questo ha chiesto la collaborazione del Keren Kaymeth LeIsrael, che sin dal 1901 ha iniziato a raccogliere i fondi necessari per riscattare la Terra d’Israele e offrirla a tutti gli ebrei del mondo, e che dal 1990 si è impegnata a portare gli ulivi di Gerusalemme per piantarli in Italia in segno di pace e fratellanza.

Bene, con questo auspicio di pace e fratellanza la Questura di Taranto oggi “custodisce” un ulivo proveniente, appunto, da Gerusalemme. L’ulivo è stato piantato nel giardino della questura nel corso di una solenne cerimonia svoltasi alla presenza delle locali Autorità, dal Questore Giuseppe Mangini, al Prefetto Claudio Sammartino, al Presidente della Camera di Commercio di Taranto, Luigi Sportelli, alla Presidente del Soroptmist Club di Taranto, Vittoria Tomassetti Alessio, ai tutti i presenti hanno condiviso la preghiera dell’albero, recitata per l’occasione dal cappellano don Franco alla presenza di un pubblico compreso e coinvolto, con gli uomini a testa coperta come vuole un’occasione di preghiera nella tradizione ebraica.

Subito dopo la cerimonia di piantumazione, è stata presentata al pubblico la targa realizzata dal KKL Italia Onlus per l’occasione e apposta nella hall di ingresso della nuova sede della questura di Taranto, per rammentare alle nuove generazioni la sofferenza e l’abnegazione verso il prossimo di chi ha agito ponendo il rispetto per gli esseri umani dinanzi a tutto.

La cerimonia dello scorso 3 maggio è stata in ogni caso l’epilogo di un progetto che il Soroptmist Club International di Taranto ha condotto per tutto il mese di aprile in collaborazione con il Centro di Documentazione Ebraica.

Infatti è stata allestita una mostra documentaria nell’agorà della Cittadella delle Imprese della Camera di Commercio di Taranto, con il patrocinio della Regione Puglia dal titolo: “La persecuzione degli Ebrei in Italia 1938-1945”.

La mostra, divisa in sezioni, consta di ottanta pannelli descrittivi e fotografici tesi ad illustrare i bui momenti nei quali, anche in Italia, si è consumata la persecuzione degli Ebrei nel corso dell’ultimo conflitto mondiale. Le immagini, molte delle quali sconosciute al grande pubblico, sono frutto della capillare ricerca compiuta del Centro di Documentazione Ebraica, sono state messe a disposizione soprattutto, delle scuole e dei giovani che in tal modo hanno avuto la possibilità di arricchire la conoscenza di queste tematiche.

A corollario della mostra e nella giornata commemorativa, oltre alla cerimonia di piantumazione ha avuto luogo un incontro tematico con il giornalista Tony Capuozzo, il cui padre era stato in servizio al fianco di Palatucci subendone il fascino e ammirandone le doti di servitore dei sofferenti.

Tony Capuozzo con grande umanità e professionalità ha incantato i presenti raccontando episodi della memoria di famiglia, di quando la sua mamma raccoglieva vestiti per renderli disponibili per i viaggiatori ebrei, semmai giunti al luogo dell’appuntamento o troppo eleganti e quindi visibili, o al contrario con vestiti lisi e consunti, visibili anche in questo caso.

Capuozzo, inviato speciale in zone calde, dal Medio Oriente, alla Somalia, dalla ex Jugoslavia all’Afghanistan, è stato vincitore di numerosissimi premi giornalistici, ultimo dei quali il Renzo Foa, lo scorso anno, è autore di successo; ultimo suo lavoro, per i titoli Mondadori, “La guerra spiegata ai ragazzi”.

Non dobbiamo indugiare sulla guerra con i ragazzi – ha spiegato – ma dobbiamo raccontare loro quanto siano brutti i suoi effetti. Spesso noi adulti allontaniamo anche la semplice immagine del dolore ai nostri figli, per la voglia di proteggerli, di tutelarli. Tutto ciò è sicuramente comprensibile, ma dobbiamo anche renderli responsabili delle scelte che l’umanità compie, perché solo così possiamo educarli al concetto di libertà”.

E questo è anche uno dei fondamenti del Keren Kayemeth LeIsrael. Educare i giovani alla storia che i loro genitori e nonni hanno vissuto ricordandoli attraverso le piantagioni di giardini, foreste e alberi. Piantagioni dedicate alle persone più care per ringraziarli di ciò che fanno e in occasione di un evento lieto e festoso, come pure per onorare la memoria dei Giusti tra le Nazioni come, per esempio, Giovanni Palatucci.

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