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La festa del KKL per i 65 anni della nascita d'Israele

Il KKL è il perno attorno al quale la vita dello Stato d’Israele ha sempre ruotato.

Fin dalla sua nascita, il Bossolo del Keren Kayemeth LeIsrael è stato un simbolo e ha avuto un posto di rilievo nelle case e sui posti di lavoro di ogni ebreo.
Oggi si festeggiano i 65 anni dalla nascita dello Stato ebraico e il KKL Italia Onlus ha voluto festeggiarli con gli amici di sempre nei giardini del Tempio Maggiore di Roma con un ricco bouffet e con il classico taglio della torta per mano di Zion Envrony, Ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede.

Grazie alla preziosa organizzazione dei membri del Gruppo di Lavoro del KKL Italia Onlus – Roma, Lorella Zarfati, Letizia Piperno e Leo Veneziani, sono stati molti i romani che hanno partecipato ai festeggiamenti e molti anche gli amici non correligionari che hanno voluto dimostrare ancora una volta la loro solidarietà e i loro sentimenti nei confronti di Israele e del KKL.

Nella sobrietà dettata dal periodo dell’Omer che non è ancora terminato, e la solarità di una calda giornata della primavera romana, è stato possibile, per chi lo volesse, ritirare in loco un attestato di piantagione di un albero in Israele e al contempo dedicarne uno a un Haial Boded.
Ha ben spiegato il significato di questa simbologia Clemente Bublil che ha vissuto in prima persona l’esperienza di essere un Haial Boded, un giovane – cioè – che si allontana da solo dal suo Paese di origine per andare a prestare il Servizio Militare in Israele.

L’iniziativa è stata particolarmente sentita e apprezzata anche grazie al caldo racconto di una esperienza personale del Presidente del KKL Italia Onlus, Raffaele Sassun quando accolse in famiglia un giovane soldato offrendogli l’affetto di una famiglia nei momenti più difficili come nei giorni di congedo che altrimenti avrebbe comunque passato all’interno della base, non avendo la sua famiglia che potesse abbracciarlo.

“Essere un soldato in un Paese che ti appartiene nello spirito, ma che lascia lontana la famiglia di origine, crea un legame indissolubile con la terra che vai a difendere. Tra i momenti che più ti lasciano l’amaro in bocca, è l’affrontare lo Shabbat, quando le famiglie vanno a trovare i giovani nelle caserme portando doni e leccornie mentre tu, pur di non stare da solo all’interno della camerata, rimani seduto in un angolo dei punti di ritrovo che il KKL crea appositamente per chi riceve visite alla Base militare.”

Ce lo dice Eddy Del Monte, che pur essendo tornato in Italia dopo aver militato nelle file dell’IDF, ha continuato e continua ancora a dimostrare il suo attaccamento a Israele come colonna fondamentale della sede romana del KKL.

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