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Serata di gala alla GNAM. Il giardiniere Volante

Straordinaria testimonianza di vita e umanità nella serata allaGalleria d’Arte Moderna con testimoni i soldati di Tza’hal. La storia di Avner e Gur, inseparabili amici.

C’è un’etica nella guerra?

Sentimenti condivisi, orgoglio dell’appartenenza, senso dell’etica, emozioni forti. Questa è stata la serata promossa dal KKL a Roma alla Galleria d’Arte Moderna.

Un percorso tra opere d’arte molto suggestivo. Gli oltre 400 ospiti si aggirano nelle sale affrescate tra arazzi, busti e sculture raffiguranti miti della classicità.

Ma stasera chi assurge a mito è anche la figura del militare Tza’hal. Un’occasione straordinaria per conoscere i ragazzi dell’esercito israeliano, coloro che garantiscono la sicurezza dello Stato e di tutti noi ebrei sparsi nella Golà.

A loro va la nostra gratitudine, il senso di ammirazione e anche la curiosità per capire quanta importanza rivestano nel tessuto sociale in Israele. è obbligo aiutare i militari, dare loro un passaggio in auto, facilitare i loro compiti, collaborando ogni qual volta viene richiesta pazienza nei controlli, spesso in luoghi pubblici. Questo sfugge a chi non conosce la mentalità israeliana e si reca in Israele, e si mostra insofferente alle accurate ispezioni per garantire il massimo della sicurezza.

In queste ultime settimane, vedere nelle immagini televisive al check-in sul confine di Gaza il talleth, il manto bianco sacro, indossato sulle divise militari, da quei ragazzi di provenienze e origini diverse, mentre pregano in zone desertiche solcate da razzi nemici, colpisce non solo chi comprende questa condizione.

C’è sempre fede e c’è sempre etica nel comportamento dei militari. Sono abili professionisti, ma prima ancora uomini ed ebrei.

E il KKL ha inteso rendere pubblica una vicenda straordinaria di coraggio e umanità per trasmettere questo messaggio. Senza il KKL forse lo Stato d’Israele non esisterebbe o non sarebbe certo come lo vediamo oggi – sottolinea il co-Presidente Mondiale Eli Aflalo accanto al Direttore Avi Dickstein, mentre concorda l’Ambasciatore d’Israele in Italia Naor Gilon presente con il collega appena accreditato presso la Santa Sede Zion Evrony. E il KKL esiste grazie a persone come voi – prosegue Aflalo – perché sostenete il Fondo per “fare Israele” come testimoniano i progetti di Ganei Tal, Nahal Alexander, i bacini idrici realizzati, i villaggi costruiti nel Negev, le cittadine di Halutziot tra Egitto e Gaza. L’ecologia è la via maestra.

Suonano le note di Roberto Di Cori, poco dopo il presentatore Jocelyn lancia un documento unico in esclusiva per questa occasione. è la storia del salvataggio da parte di una squadra di elicotteristi dell’esercito, di un militare israeliano rimasto gravemente ferito durante la Guerra del libano del 2006. Gur ha perso conoscenza, è a terra esanime, colpito dai terroristi di Hezbollah.

A capo del Cobra, l’elicottero destinato al soccorso, c’è Avner, che senza esitazioni si mostra sicuro di dover compiere una missione di pochi secondi di estremo pericolo per cercare di salvare il compagno in difficoltà caduto sul terreno in zona impervia. Alberi attorno e complessità logistiche indurrebbero chiunque alla massima prudenza, ma la squadra dell’elicottero è come il simbolo olimpico, cinque cerchi legati uno all’altro… e se qualche operazione non è logica, ci vuole fiducia e grande capacità nel compagno.

L’equipaggio si fida di Avner. Compie questo miracolo. Mentre infuria la battaglia la telecamera a infrarossi riprende l’operazione: l’elicottero trancia alcuni rami di alberi nei pressi del luogo dove Gur giace inerme… colpito al viso e alla mandibola, in 42 secondi carica il suo corpo a bordo, presta i primi soccorsi al ferito che perde molto sangue e riparte verso l’ospedale di Haifa, seppure con grossi problemi causati dal tremolio dell’apparecchio, danneggiatosi nella spettacolare azione di salvataggio.

Avner oggi, a distanza di tanti anni, è rimasto sempre in contatto con Gur. Dopo quei giorni drammatici, la lunga rieducazione e la convalescenza, i due amici sono rimasti sempre legati, l’uno seguendo i progressi dell’altro. brindano al sole d’Israele, e oggi sorridono pensando a quanto hanno vissuto. E sono qui stasera per la serata del KKL a testimoniare l’importanza dell’etica e della ricerca della pace anche attraverso l’ambiente.

Ho visitato Halutzit – ricorda Avner, mentre abbraccia l’amico Gur, accanto a Raffaele Sassun, Presidente del KKL Italia – e poco dopo quell’esperienza ho provato una sensazione strana, come se avessi visto un luogo in cui l’anima si fosse innalzata. Dove c’era sabbia e deserto oggi ci sono i campi verdi irrigati, questa è l’opera vincente dei pionieri della nostra epoca. Quando ho compiuto quella missione in Libano, ricordo distintamente il profumo di quei rami dell’albero tranciati dalle pale dell’elicottero come un segno superiore… un profumo indimenticabile, riconoscibile, una sensazione olfattiva che mi è rimasta dentro.

Ogni uomo è mandato sulla Terra per compiere una missione – aggiunge Sassun – la missione di Avner forse è stata quella di salvare Gur. Per questa ragione è importante vedere oggi Gur sorridere e aver riacquistato la sua sicurezza portando il suo contributo nella formazione dei ragazzi nell’esercito.

Un messaggio di orgoglio e di umanità intimamente connesso con la tradizione ebraica. Il popolo ebraico ha da sempre una storia da raccontare con i suoi eroi veri, i nostri fratelli capaci di portare a compimento un qualcosa di miracoloso. Noi abbiamo il dovere di raccontare questa nostra storia a chi non ha visto, conosciuto, stretto la mano, parlato con Avner e con Gur, testimoni ed eroi loro malgrado, di quest’episodio, forse uno tra i tanti, dell’etica della guerra, uomini, ebrei, esempi di come vivere mossi dai più alti valori nel solco della nostra tradizione.

Peccato per chi non abbia vissuto questa pagina e i brividi che ha saputo suscitare. Ma anche chi era assente ora conosce il suo compito.

Raccontare la nostra storia contro ogni mistificazione e falsità.

Articolo di Daniel Della Seta

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