Progetti dedicati alla potabilità dell’acqua

agosto 15 2013

Lifestraw

In Israele cercano sempre idee nuove ed innovative per cercare ottimizzare il risparmio idrico.

Arriva dal Messico, grazie ad un gruppo di studenti dell’Universidad Autónoma de Yucatán, un progetto “stravagante” in cui l’acqua potabile viene ricavata dall’umidità notturna fino ad ottenere 2,5 litri di acqua al giorno.

Si sono basati sul funzionamento della pianta “bromeliacee” per creare il “Chaac Ha”, che prende il nome dal dio della pioggia, venerato dai Maya. Per la vasca in teflon, invece, gli studenti hanno preso spunto dalle comuni ragnatele.

Con un costo irrisorio e con un metodo naturale, è ora possibile ricavare acqua potabile dove non era possibile.

Un’altra idea per ricavare l’acqua potabile viene dall’azienda danese Vestergaard e porta il nome di Lifestraw, una cannuccia di piccole dimensioni che grazie a sette livelli di filtraggio (di tipo chimico e meccanico) rende l’acqua potabile.

 E’ un prodotto rivolto soprattutto ai paesi in via di sviluppo e alle popolazioni colpite da catastrofi ambientali e, nel corso degli anni, è stato distribuito:

  • Nel 2006 in Indonesia;
  • Nel 2007 in Uganda, durante le guerre civili;
  • Nel 2008 in Myanmar, dopo il passaggio del ciclone Nargis;
  • Nel 2010, in seguito al terremoto di Haiti;
  • Nel 2010, in seguito all’alluvione del Pakistan.

Con il passare del tempo e le nuove innovazioni si sta riuscendo a trovare delle piccole, ma grandi soluzioni per vivere serenamente la nostra esistenza, in sintonia con l’ambiente e con i nostri bisogni primari.

Tag: acqua potabile, africa, ambiente, Israele, Keren Kayemeth LeIsrael, kkl, messico, natura, Onlus, risparmio acqua

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