Il maggiore Mahdi Hassan
33 anni, sposato con due figli e con una lunga esperienza come responsabile di una zona di Gaza, il maggiore Mahdi Hassan è fiero di essere un cittadino israeliano e la sua identità drusa viene soltanto al secondo posto.
Così si è presentato al pubblico accorso ieri sera ad ascoltarlo nella sede romana del KKL
La minoranza a cui appartiene si ritiene diretta discendente di Ithro’, suocero di Mosè, e la sua religione si basa sull’anima e sulla reincarnazione. “Per questo i drusi sono i migliori soldati d’Israele, perché sanno che se moriranno avranno la possibilità di rinascere”.
Mahdi è entusiasta dei suoi concittadini che abitano nella zona vicino a Gaza, “sono persone meravigliose che danno coraggio e la forza di andare avanti ai soldati che vengono lì a proteggerli dai missili palestinesi. Anche il Keren Kayemeth aiuta molto, i suoi leader collaborano con l’esercito e i militari li considerano colleghi”.
Quando si è parlato di pace e gli è stato chiesto di esprimere giudizi sulle scelte dei vari governi israeliani è stato diplomatico e non si è sbilanciato, deludendo diversi suoi ascoltatori, in ipotesi sui risultati dei prossimi incontri diplomatici tra Olmert e Mahmud Abbas. Ha preferito, invece, parlare della sua esperienza, descrivendo le azioni e la mentalità palestinesi, il ruolo della barriera difensiva e il tipo di educazione che si impartisce ai giovani soldati di leva.
A proposito di Gaza, nonostante la presenza di Hamas, i palestinesi mantengono i contatti con Israele, soprattutto perché vi dipendono totalmente in campo sanitario e sociale. Hanno nominato una commissione apposita di cui nessun membro fa parte dell’organizzazione fondamentalistico-terrorista.

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