Italia, mar Tirreno inquinato dalla plastica

gennaio 22 2014

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Secondo alcuni risultati emersi da uno studio effettuato dalla Goletta Verde di Legambiente e dall’Accademia del Leviatano, seguendo il protocollo scientifico elaborato dal Dipartimento Difesa della natura di Ispra e dal Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, il 95% dei rifiuti rilevati nel mar Tirreno è composto da plastica.

Nello specifico, sono stati trovati residui di buste. Il KKL Italia ha dedicato un articolo inerente proprio al problema dello smaltimento delle buste in plastica, normalmente utilizzate per fare la spesa, e alla decisione europea ed italiana di vietarle per il rispetto dell’ambiente.

Lo studio in questione, è stato realizzato mediante l’analisi di oltre 3.000 km di tratte marine, considerando solo i rifiuti galleggianti più grandi di 25 centimetri. Dopo un’analisi preliminare, si è proceduto con una classificazione dei detriti secondo la linea del manuale Ospar (Convenzione Oslo-Parigi per la tutela dell’ambiente marino dell’Atlantico nord orientale, adottata nel 1992 da 15 Paesi europei e nel 1997 dall’Unione europea).

Il monitoraggio ha riguardato: il mar Tirreno centro-meridionale (Calabria tirrenica, Basilicata, Campania, Lazio); il Tirreno centro-settentrionale (Sardegna, Corsica, Liguria, Toscana) e le tratte Livorno-Bastia e Fiumicino-Ponza.

Dal rapporto emerge che la quasi totalità dei rifiuti che inquinano il mare sono in plastica, come specificato da alcuni esperti.

Sicuramente, l’uso della plastica è cresciuto notevolmente negli ultimi 40 anni, e i danni, ad oggi, sono di portata mondiale. Si tratta di veri e propri problemi ambientali contro cui occorre porre rimedio.

La zona del Tirreno centro-meridionale è stata tristemente menzionata come area con maggiore densità superficiale di rifiuti galleggianti, tra cui sono stati rilevati anche plastica di genere, buste e bottiglie mentre, cassette di polistirolo sono state rinvenute nella tratta Fiumicino-Ponza.

Bisogna sottolineare che questi scarti vanno ad aggiungersi ad un già presente cumulo di altri rifiuti come: legno, gomma, carta, vetro e metallo.

I risultati di questo monitoraggio sono stati presentati in occasione del convegno organizzato dal Kyoto Club presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. La salubrità dell’ambiente è in pericolo come anche quella dei cittadini e degli animali che, involontariamente, ingeriscono i rifiuti lasciati in terra e nel mare.

Tag: ambiente, Inquinamento, plastica

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