Il saluto di Rafael Ovadia

gennaio 29 2014

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Cari amici,

voglio prima di tutto ringraziare Dani e Aviva per aver aperto la loro casa per ospitarci.

Sono stato fortunato:

  • sono stato fortunato perché ho fatto un lavoro che mi piace,
  • sono stato fortunato perché ho conosciuto delle splendide persone,
  • sono stato fortunato perché ho potuto dare il mio contributo allo Stato di Israele.

Lascio, dopo sei anni, il mio lavoro al KKL Italia e vado a dirigere il Moshav dove sono cresciuto: Sde Warbur.

Nel nostro Inno Nazionale c’è scritto “Ayin leTzion tzofiyah” – “un occhio guarda a Sion”.

I miei occhi invece, guarderanno sempre verso l’Italia.

Voglio dire grazie a tutte le bellissime persone chi mi hanno accompagnato in questi ultimi sei anni.

Grazie a voi

  • abbiamo creato nuovi villaggi,
  • abbiamo costruito bacini idrici,
  • abbiamo spianato nuove Strade Sicure,
  • abbiamo educato le nuove generazioni all’amore per Israele e per la natura.

Un grazie particolare ai Presidenti del KKL Italia Onlus:

Raffaele Sassun e Silvio Tedeschi, che sono stati la mia mano destra e a loro devo il mio successo;

GRAZIE a Rafi e Michal, che ci avete ospitato i venerdì e ci avete fatto ritrovare l’atmosfera della famiglia;

GRAZIE alla Direzione e alle Delegazioni e ai volontari;

GRAZIE allo Staff degli uffici di Roma e Milano che hanno sostenuto con dedizione il mio lavoro;

GRAZIE all’Ambasciata d’Israele in Italia e soprattutto all’Ambasciatore Naor Gilon e al Ministro Dani Haezrachy;

GRAZIE all’Ambasciata d’Israele presso la Santa Sede e soprattutto all’Ambasciatore Zion Evrony;

GRAZIE a tutte le persone con le quali ho avuto contatti di lavoro.

Al nuovo Shaliach, Shariel Gun, e alla sua famiglia, un sincero augurio di grande successo.

Siamo dopo la festa di Tu Bishvat – Rosh Hashanà Lailanot – Capodanno degli Alberi.

Durante questa festa cantiamo “Kach holchim hashotlim” – “Così vanno i piantatori con un canto nel cuore e una vanga in mano dalla città e dal villaggio”.

Spero che questa melodia del KKL non si fermi e che voi continuate con grande gioia a condurre il KKL verso il futuro.

Un grazie particolare a mia moglie Eitana che mi ha sostenuto lungo tutta la strada, nei momenti più facili e in quelli più difficili.

Torniamo a casa con la pancia piena di pasta e pizza e il cuore pieno di amore per voi.

Rafael Ovadia

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Tag: Keren Kayemeth LeIsrael, kkl, kkl italia

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