Il linguaggio dell’immagine

dicembre 14 2015

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Fotografare ai giorni nostri ha un valore diverso rispetto ad una volta; la nuova generazione, grazie ai mezzi di cui disponiamo, attraverso la fotografia si relaziona, rende pubblica e personalizza ogni immagine, e ciò comporta scelte precise ma soprattutto la nascita di nuovi comportamenti. L’obiettivo è quello di riuscire a raccontare le proprie emozioni, in modo personale. Così l’Architetto Giovanni Salvati, professore per molti anni di Produzione immagine per il Design presso il Politecnico di Milano, ha aperto la sua lezione, mercoledì 9 dicembre 2015, rivolta ai liceali della Scuola Ebraica di Milano, in vista del loro imminente viaggio in Israele. Infatti, durante il loro soggiorno, i ragazzi scatteranno le fotografie con cui parteciperanno alla sesta edizione del Concorso Israele, Naturalmente! istituito dal Keren Kayemeth LeIsrael per avvicinare i giovani alla natura, all’amore per la Terra d’Israele e anche per sviluppare in loro interessi e curiosità.

Dopo aver trattato l’aspetto più tecnico, fondamentale per saper coniugare luce e composizione, Giovanni Salvati ha proiettato e analizzato le immagini più significative del ‘900, come quelle di uno dei più importanti fotografi paesaggisti, lo statunitense Ansel Adams, a quelle del contemporaneo “urbanista” Gabriele Basilico, al francese Henri Cartier-Bresson, il grande del foto-giornalismo degli anni ‘30 definito “l’occhio del secolo” e, infine, quelle del “visionario” Luigi Ghirri; e su queste immagini oniriche ottenute dalla desaturazione dei colori si è chiuso il nostro affascinante viaggio nel mondo della fotografia. Siamo certi che i nostri alunni, attenti e coinvolti nell’ascolto, utilizzeranno al meglio le nozioni che gli sono state offerte, per raccontare la natura, i colori e la storia d’Israele.

Paola Avigail Senigaglia

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